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Usa scendono al 12esimo posto nella classifica dei passaporti più “forti” al mondo

Per la prima volta gli Stati Uniti fuori dalla Top 10. Quarto posto per l’Italia secondo il report di Henley & Partners

Brutto colpo per il passaporto USA, che scende sempre più in basso nella classifica mondiale stilata da Henley & Partners, società britannica che fornisce dati e consulenza in materia di cittadinanza.

Quello americano, che nel 2014 era saldamente al numero uno nella lista dei passaporti più “fruibili” e agognati, ad Ottobre scivola mestamente al 12esimo posto ed è la prima volta che gli Stati Uniti restano fuori dalla Top 10.

Al contrario, il passaporto italiano si colloca al quarto posto (insieme a Germania, Lussemburgo, Spagna e altre nazioni extra UE): dunque, tra i più “potenti” al mondo, grazie alla rete dell’Unione Europea e a conferma della apertura e credibilità diplomatica diplomatica del Belpaese.

In vetta alla classifica, al primo posto svetta Singapore, con ben 193 nazioni accessibili su 227, seguito dalla Corea del Sud e, al terzo posto, dal Giappone.

Nel suo rapporto trimestrale, (l’ultimo dei quali è stato pubblicato proprio in questi giorni) Henley & Partners valuta il “potere” dei passaporti di tutto il mondo, in base al numero di Paesi accessibili senza visto. L’indice è elaborato in collaborazione con IATA (International Air Transport Association) ed è considerato un indicatore fondamentale in materia di libertà di viaggio.

Ma cosa comporta questa singolare classifica? In termini pratici le ripercussioni sono significative, poiché il report misura quanto un passaporto consente ai suoi titolari di viaggiare liberamente nel mondo, senza bisogno di visti preventivi e/o all’arrivo. Ogni passaporto riceve un punteggio che si basa sul numero di Paesi in cui il titolare può viaggiare senza visto, oppure ottenendo un visto all’arrivo o con una autorizzazione elettronica. Più è alto il numero di destinazioni accessibili in uno di questi modi, più “forte” è considerato il passaporto. Tutto ciò si traduce in meno costi e burocrazia per ottenere i visti ed è un evidente indicatore di movimento e influenza geopolitica.

Le ragioni del declino del passaporto a stelle e a strisce riguardano le politiche migratorie più restrittive adottate dagli USA in questi ultimi anni, che hanno portato a minore reciprocità nei visti da parte dei vari Paesi, nei confronti degli Usa. Al contrario, i Paesi che guadagnano posizioni sono quelli che stanno implementando politiche di esenzione dei visti e, più in generale, relazioni diplomatiche più fluide.