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Toni accesi nel dibattito in tv tra i candidati alla carica di sindaco di New York

Secondo i sondaggi, il Dem Mamdani resta al primo posto, seguito da Cuomo e da Sliwa, ex fondatore dei Guardian Angels

Toni accesi e clima effervescente ieri sera, nel corso del dibattito televisivo tra i tre principali candidati a sindaco di New York: Zohran Mamdani (Democratico), Andrew Cuomo (Democratico ed ex Governatore dello Stato che, dopo aver perso le primarie, adesso corre da Indipendente) e Curtis Sliwa (Repubblicano).

Secondo i sondaggi più recenti, Mamdani resta saldamente al primo posto, seguito da Cuomo e, con un distacco maggiore, da Sliwa: eppure, a sentire il parere dei commentatori che, il giorno dopo, hanno tenuto banco sui media locali, non sembra che nel corso del dibattito il giovane Zohran, 34enne musulmano sempre sorridente e sicuro di sé davanti alle telecamere, sia riuscito a sferrare il “colpo finale” sui suoi avversari.

Stavolta Cuomo è apparso più concentrato e ha puntato sulla mancanza di esperienza del candidato democratico, mentre quest’ultimo ha attaccato l’ex Governatore dello Stato di New York per il suo passato giudiziario (Cuomo era stato accusato di molestie sessuali, accuse che lo hanno spinto negli anni scorsi alle dimissioni). Sliwa, nato a Brooklyn e fondatore dei celebri Guardian Angels, non è stato da meno, e ha giocato la carta dell’outsider nonché quella di vero conoscitore delle magagne di una città problematica – e, obiettivamente, sempre più invivibile – come New York.

Temi caldi sono stati quelli relativi alla sicurezza e immigrazione, anche con riferimento alle recenti operazioni dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement); il problema delle case e degli affitti, quello della gestione della scuola pubblica e dei trasporti; il crescente antisemitismo, altra questione molto sentita in una città come New York, dove la popolazione ebraica è numericamente maggiore di quella di Gerusalemme.

Le elezioni si terranno il 4 novembre e, nei prossimi giorni, ogni mossa o dichiarazione dei candidati potrebbe spostare parecchi voti. Nelle interviste televisive trasmesse in diretta al termine del dibattito, hanno parlato persone comuni e c’è chi ha dichiarato di non essere ancora sicuro sulla scelta del candidato. Potrebbero essere proprio loro, gli “indecisi”, a fare la differenza, nonostante il vantaggio attuale del giovane Mamdani.