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Negli USA l’influenza aviaria fa salire alle stelle il prezzo delle uova: a gennaio scorso aumentate del 53% rispetto al 2024

La Segretaria all’Agricoltura Brooke Rollins: “Renderemo di nuovo le uova accessibili a tutti”. Ma si temono rincari in vista della Pasqua cristiana ed ebraica

NEW YORK – Uova “d’oro”, quelle in vendita nei supermercati di New York: almeno a giudicare dai prezzi che, soprattutto negli ultimi mesi, sono saliti alle stelle.

Secondo un documento del Dipartimento Americano dell’Agricoltura (USDA), il prezzo di vendita delle uova negli Usa a gennaio 2025 è stato infatti del 53% più alto di quello del 2024 e, nel mese di febbraio, si è ulteriormente innalzato.

Colpa dell’influenza aviaria H5N1 (la stessa che, negli Usa, finora ha contagiato 70 persone causando anche un decesso)  e che dal 2022 ha portato all’abbattimento di oltre 160 milioni di volatili, con una  conseguente quanto drastica diminuzione delle uova. 

Tutto questo si è tradotto, per i piccoli consumatori ma anche per i ristoratori, in un rialzo dei prezzi non più sostenibile. Molti ristoranti, infatti, sono stati costretti ad aumentare il prezzo delle pietanze nei menu a base di uova e, considerando che a New York anche la colazione servita nei “deli” e  “diner”, locali molto popolari e perennemente affollati, è in genere accompagnata proprio da queste ultime, le ripercussioni di questo brusco aumento dei prezzi si sono fatte sentire non poco sulle spalle dei newyorchesi.

Anche per le cosiddette ‘bodegas’, i piccoli negozi di generi alimentari che nella Grande Mela cercano disperatamente di sopravvivere, schiacciati dalla concorrenza delle grosse catene di supermercati, il quadro è tutt’altro che roseo e non è facile andare avanti. Nei mesi scorsi, tra i piccoli commercianti c’è chi ha cominciato a vendere uova sfuse, prendendole direttamente dal cartone di protezione per poi avvolgerle, una ad una, nella carta di giornale. Una merce preziosa. Come si faceva una volta, quando i ristoranti italiani non erano ancora di tendenza e i grattacieli scintillanti erano soltanto un miraggio. “Cerchiamo di accontentare i nostri clienti e non vogliamo escludere nessuno”ci spiega il proprietario di una ‘bodega’ nel Queens. E, così, la razione giornaliera di uova è garantita per tutti. 

Il quadro è diverso, ma non troppo, a Manhattan dove, fino al mese scorso, si era scatenata una vera e propria “caccia all’uovo”, con gli scaffali dei supermercati spesso vuoti perché presi d’assalto da chi, temendo il rincaro giornaliero, ne voleva fare scorta e con cartelli che invitavano i clienti a non acquistare più di una confezione giornaliera di uova. La soluzione alternativa è quella di optare per uova già bollite, in vendita al “modico” prezzo di 2 dollari e 49 centesimi l’una (senza considerare le ‘sales tax’, che non sono comprese nel prezzo e vengono aggiunte alla cassa) o scegliere uova liquide, senza guscio, confezionate in contenitori simili a quelli utilizzati per il latte – a prezzi leggermente più abbordabili.

E i prezzi delle uova sono cari anche nei supermercati più diffusi e popolari della Grande Mela, quelli dai nomi noti anche ai turisti, come Whole Foods (che comprende un ristorante all’interno fornito di un pratico ‘take away’), Fairway o Morton Williams. “E’ colpa della ‘bird flu’ -afferma sconsolato il proprietario di un noto market in Upper West Side, allargando entrambe le braccia e mimando il volo di un uccello – “i prezzi sono alle stelle ovunque”. Tuttora introvabili,  o quasi, sono le uova fresche vendute nei tipici ‘farmer market’, i mercati domenicali organizzati dagli agricoltori lungo Columbus Avenue, a Manhattan: a mezzogiorno erano ‘sold out’, ovvero esaurite, pressoché ovunque.

 In questo frangente, c’è chi se la  prende con le politiche economiche portate avanti da Trump. Tuttavia, la Segretaria all’Agricoltura Brooke Rollins, con un comunicato sul sito ufficiale della Casa Bianca facente riferimento a una intervista da lei rilasciata al Wall Street Journal, ha recentemente dichiarato che il prezzo delle uova è sceso di circa due dollari per dozzina, anche grazie agli sforzi che sono stati fatti per combattere l’aviaria. “L’amministrazione Biden – ha scritto Rollins – ha fatto ben poco per fronteggiare i ripetuti focolai (di aviaria n.d.r.) e l’aumento del prezzo delle uova che ne è conseguito. Al contrario, l’amministrazione Trump sta prendendo sul serio la questione”. Rollins ha poi proseguito dichiarando che “il Dipartimento dell’Agricoltura investirà fino a 1 miliardo di dollari per frenare questa crisi e ‘make eggs affordable again’, rendere  le uova nuovamente accessibili. Stiamo lavorando con il Dipartimento per l’Efficienza del Governo per tagliare centinaia di milioni di dollari di spese inutili. Riutilizzeremo una parte di quella somma investendo in soluzioni a lungo termine per l’influenza aviaria”  ha chiosato la Segretaria all’Agricoltura.

Effettivamente, secondo i dati dell’Eggs Markets Overview, a New York i prezzi delle uova nella settimana dal 28 febbraio al 7 marzo sono scesi del 16%. Ma c’è poco da stare allegri: con l’avvicinarsi della Pasqua cristiana e del Passover ebraico, ricorrenze in cui per tradizione vengono consumate più uova, si teme una brusca risalita dei prezzi.