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A New York si vota per il sindaco: nei sondaggi in testa il dem Mamdami, tallonato da Cuomo. Terzo posto per Sliwa

Donald Trump posta su Truth il suo endorsement per Cuomo. E Mamdami risponde all’italoamericano con uno sfottò

New York 4 Novembre 2025 di Sara Calabria

Si chiuderanno puntualmente alle 9 di stasera, ora locale, i seggi elettorali nella Grande Mela: i newyorchesi – da stamattina in fila, nonostante in molti abbiano scelto di votare anticipatamente grazie al meccanismo dell’early voting dei giorni corsi – sono chiamati ad eleggere il nuovo sindaco, che governerà la città per i prossimi quattro anni.

In testa nei sondaggi resta Zohran Mamdani, 34enne musulmano candidato democratico, esponente dell’ala socialista del partito e molto amato dai giovani, ma sembra che Andrew Cuomo, ex Governatore democratico dello Stato di New York, battuto alle primarie del giugno scorso proprio da Mamdani e in corsa come indipendente, stia guadagnando terreno.

Cuomo, dal canto suo, ha ottenuto proprio ieri l’esplicito endorsement di Donald Trump: “Sia che personalmente vi piaccia Andrew Cuomo, sia che non vi piaccia, davvero non avete scelta. Dovete votare per lui, e sperare che faccia un lavoro fantastico. Lui ne è capace, Mamdani non lo è” ha scritto il Presidente su Truth.

E questo, nonostante tra i candidati alla poltrona di sindaco spicchi anche il nome del repubblicano Curtis Sliwa, fondatore dei Guardian Angels, immortalato spesso nella metro di New York e facilmente riconoscibile per il copricapo rosso che è solito indossare. Sliwa però, stando ai sondaggi, è indietro rispetto agli altri due candidati, tra i quali si sta giocando da settimane una partita che, ormai, è alle battute finali. Il repubblicano, nonostante il pressing ricevuto da più parti nelle settimane scorse, si è categoricamente rifiutato di ritirarsi dalla corsa. Ecco perché “Un voto per Curtis Sliwa (che sta molto meglio senza il berretto!) è un voto per Mamdani”, ci ha tenuto a precisare Trump. E queste parole danno il senso della tensione che si respira in queste ore, a New York. Se, infatti Mamdami è il candidato preferito dai giovani e dalla comunità musulmana, in molti non si fidano dei suoi slogan “Free buses”, ovvero mezzi di trasporto gratis per tutti; “Freeze the rents”, congelare il prezzo degli affitti e, soprattutto, del suo gridare a gran voce “Defund the police”, ovvero definanziare la polizia. Qui, infatti, il sindaco della città è a capo del NYPD, il Dipartimento della Polizia e, in una metropoli che ha visto in poco tempo una forte impennata del tasso di criminalità, non tutti sono d’accordo con idee del genere. Piuttosto sono in molti, specialmente le donne, a chiedere più controlli e più pattuglie di polizia, per le strade e nella metropolitana.

In ogni caso, l’appoggio di Trump all’italoamericano Cuomo ieri è stato completo: “Mi piacerebbe molto di più che vincesse un democratico, che ha avuto un record di successi, piuttosto che un comunista senza esperienza e con un record di completi e totali fallimenti.

Resta da vedere se, in una città dal cuore democraticamente “blu” come New York, l’esortazione di Trump porti all’ex governatore Cuomo più voti di quanti, alla resa dei conti, ne possa effettivamente togliere.

Intanto, la risposta di Mamdani al post del Presidente non si è fatta attendere: “Congratulazioni, Andrew Cuomo. So che hai lavorato duramente per questo”, ha scritto ironicamente il candidato democratico su X, facendo un chiaro riferimento al fatto che l’ex Governatore preferisca seguire i “poteri forti”, invece che pensare al bene dei newyorchesi. La partita comunque è ancora aperta e tra poche ore ne conosceremo il risultato finale.